La Lilt e la formazione

Non tutti sanno che il servizio di Sociologia è uno dei pilastri delle LILT Sez. Prov. di Agrigento.  Con grande discrezione, ma con altrettanto grande efficacia la dott.ssa Marianna Ferrara, responsabile del servizio di Sociologia per la LILT, ha portato avanti , in questi anni, in collaborazione con un gruppo di giovani psicologi , sociologi e pedagogisti, esperienze all’avanguardia in Italia.Tra queste, importantissime, sono state quelle indirizzate alla formazione. A dimostrazione della stima e dell’immagine positiva e in continua crescita che la Sez. LILT di Agrigento (ma, lasciatecelo dire, della nostra città) ormai si è conquistata a livello nazionale , è stato l’invito per la partecipazione ,dal 20 al 23 Febbraio 2008 , a Rimini al Congresso delle SIPEM (Società di Pedagogia Medica), un’assise prestigiosa per le presenze a livello scientifico e professionale di medici, pedagogisti e sperimentatori. La Sezione Provinciale di Agrigento della LILT  è stata invitata a relazionare su alcune esperienze svolte dall’associazione di volontariato nel campo della formazione, settore molto attenzionato dal Presidente, Dott. Verderame, che ritiene la formazione una fase indispensabile di crescita degli operatori e dei volontari, a qualsiasi livello.L’associazione ha tra i suoi obiettivi, infatti,  il miglioramento della relazione con il paziente oncologico, e per questo il  Servizio di Sociologia della LILT è impegnato attivamente nella formazione e nel raccordo con Università.Da qualche settimana, per fare un esempio, è stata approvata la convenzione con la Cattedra di Pedagogia sanitaria della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano, mentre è già attiva la collaborazione con il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna per l’espletamento di una ricerca sulla esperienza di cura ed assistenza dei pazienti oncologici.La formazione che il servizio ha portato avanti in questi anni ha seguito tre direttrici: a medici ed infermieri del nostro territorio accreditata dal Ministero della salute per la formazione continua in medicina; ai volontari della LILT ; a psicologi, sociologi e  pedagogisti.Per questi ultimi, impegnati in interventi per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti, nonché attività di couselling individuale e familiare, nel Maggio scorso, nella sede di  Sciacca, si è svolto un percorso formativo sulle Medical Humanities, metodologia che vede l’utilizzo di opere pittoriche film e testi letterari, che  a breve saranno utilizzate nella formazione ai volontari LILT e per  l’attività di storicizzazione dell’esperienza di malattia delle donne operate di tumore alla mammella. (Le medical humanities sono infatti il punto di incontro tra la medicina e la cultura umanistica: un approccio interdisciplinare per chi non interpreta la medicina come una mera tecnica.
Considerare insieme il curare e il prendersi cura (in inglese cure e care) vuol dire comprendere ogni forma di attenzione alla salute della persona: garantire cure efficaci dal punto di vista biologico, ma anche rispettose di tutta la molteplicità dei bisogni umani.)Al Congresso della SIPEM  di Rimini hanno relazionato  le psicologhe Ivana Dimino e Ina Rotolo. La Dott.ssa Dimino con la competenza e professionalità che la contraddistinguono, ha anche presentato un Poster, molto apprezzato nella grafica e nei contenuti, nel quale erano stati efficacemente illustrati gli obiettivi e i contenuti delle iniziative portate avanti dalla sezione di Sciacca nel campo della formazione.La LILT, come affermato di recente da lui stesso, non è solo il Dott. Verderame. Un motivato gruppo di persone, volontari, professionisti, giovanissimi e meno giovani, donne , ma non solo, credono nella validità dell’impegno portato avanti dalla Lega , giorno dopo giorno. Fare il gioco di squadra è sempre stata una strategia vincente.

Flavia Verde

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