Donne allo specchio

Il Corpo della donna, durante la malattia oncologica, diviene una metafora di vissuti devastanti, perché le donne “perdono” o vivono come “malate” parti del proprio corpo legate simbolicamente alla femminilità e/o alla maternità.
La diagnosi sempre più precoce delle patologie oncologiche e l’efficacia delle cure ha determinato negli ultimi anni due fenomeni: donne sempre più giovani, un carattere di ‘cronicità’ assunto in queste donne dalla malattia oncologica.
L’elemento peculiare non è più, o comunque non è solamente la paura della morte, ma la lunga convivenza con la malattia e con un corpo ‘diverso’.

Per una donna lo Specchio “narra” l’esperienza di malattia. La caduta dei capelli può procurare una ferita devastante nella percezione della propria femminilità, in particolar modo se associate a interventi chirurgi demolitivi.

La consequenziale scelta della parrucca, sebbene strettamente legata alla chemioterapia e quindi transitoria, rappresenta la “visualizzazione” della malattia oncologica, significa “mettere in mostra” la propria condizione, “mettere in mostra” la perdita della femminilità.
Anche dopo, quando la fase più complessa della malattia oncologica (intervento, chemioterapia, radioterapia,ecc) si è conclusa, lo Specchio riflette tutto il vissuto emotivo legato alle cure invasive che non solo hanno segnato fisicamente il corpo, ma hanno segnato in maniera profonda e angosciante il rapporto della donna con il proprio corpo.

Finalità
Il Servizio di Sociologia della Sezione Provinciale di Agrigento della LILT ha avviato due progetti che si collacono nell’ambito del miglioramento della qualità di vita dei malati oncologici,

  • Quando iniziano la chemioterapia (Donne e Parrucca)
  • Quando concludono il ciclo terapeutico (Mi Ri- Prendo Cura”)
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